GO NAGAI, TOKYO N-87

Il 6 settembre 1945 la signora Fujiko, moglie di Yoshio Nagai, diede alla luce il quarto figlio, esattamente un mese dopo la bomba di Hiroshima. Kiyoshi “Go” Nagai, di lì a qualche decennio, diverrà una delle icone mondiali del disegno e dell’animazione giapponese. Il colpo di fulmine per i manga avvenne grazie al fratello maggiore Yasutaka che gli fece conoscere già da bambino Lost World di Osamu Tezuka, considerato da molti il mangaka più importante di tutti i tempi. Un’altra opera che lasciò il segno nella mente di Go Nagai fu la Divina Commedia illustrata da Gustave Doré. Iniziò fin da subito a copiare i disegni che lo affascinavano di più e nonostante il tratto ancora da perfezionare si convinse che quella passione avrebbe potuto dare una svolta al suo futuro. Un cancro erroneamente diagnosticatogli, gli diede l’impulso di lasciare un segno tangibile della sua esistenza sulla Terra. Dopo un ricovero in ospedale e una diagnosi dei medici assai più confortante, Go Nagai lasciò gli studi e iniziò a produrre storie in serie ricercando uno stile personale, nonostante le influenze dell’infanzia. Grazie anche all’intervento della madre che non voleva che il figlio seguisse la via dei manga, i suoi lavori vennero ripetutamente bocciati dalle case editrici. La svolta avvenne quando i suoi disegni capitarono nelle mani di Shotaro Ishinomori, un’altra icona del fumetto giapponese. Go Nagai lavorò un anno e mezzo al fianco di Ishinomori, un disegnatore frenetico e altamente produttivo, al contrario suo che invece cercò di trovare un suo stile disegnando lentamente. Il primo lavoro indipendente arrivò nel 1967 con la pubblicazione di Meakashi Polikichi (Detective Polikichi) sulla rivista Bokura, dopo aver concluso la sua collaborazione con Ishinomori. Succesivamente si mise in mostra con alcune bozze di Kur No Shishi (Leone nero) e un anime dal titolo Chibikko Kaiju Yadamon (Yadamon il piccolo mostro). Il giovane Go Nagai si dedicava anima e corpo ai suoi disegni e lavorava soprattutto di notte per circa 13 ore al giorno. Nel 1968, una delle sue ispirazioni improvvise, lo portarono a ciò che gli diede ulteriore notorietà ma anche tanti problemi dovuti alle polemiche causate dal suo lavoro: il fumetto  Harenchi Gakuen (Scuola senza pudore) che porterà l’erotismo per la prima volta in un fumetto. Quest’opera, comunque, gli permise di vendere più di un milione di copie della rivista che lo ospitava. La serie ebbe un tale successo che gli editori ghi chiesero di osare sempre di più e Go Nagai immetteva particolari sempre più erotici ad ogni numero che usciva in edicox59jc0la. Conobbe così la censura e le ire dei genitori. Per i suoi nudi si ispirò alla Venere di Milo e ai nudi europei che adorava andare a vedere al cinema. Successivamente produsse un altro lavoro  dall’ambientazione scolastica: Gakuen Taikutsu Otoko (L’uomo annoiato dalla scuola). Dopo un altro lavoro a sfondo erotico intitolato Abashiri Ikka (La famiglia Abashiri), nell’aprile 1969 fonda una sua casa di produzione, la Dynamic Production, prima come s.r.l. poi come S.p.A. Dopo alcuni lavori di conferma del suo talento come Oni – 2889 Nen No Hanran (Oni – L’insurrezioni dell’anno 2889), Susumu-chan Dai Shock (Il grande shock del piccolo Susumu) e , sopratutto, Mao Dante (Dante il signore dei demoni o Il re Demone Dante) e Debiriuman (Devilman), la sua opera più oscura, quasi opprimente, arrivò nel 1972 l’anno di grazia: la nascita di Majinga Z (Mazinga Z) e la successiva esplosione del fenomeno sociale dei super robot. Bloccato nel traffico, Nagai pensò a come sarebbe stato bello se alla sua macchina fossero cresciute le gambe e le braccia e, al suo comando, fosse riuscito a superare l’ingorgo. Tornò nel suo studio e abbozzò i primi disegni di Mazinga Z. Le caratteristiche principali furono le grandi dimensioni del robot (mecha) e il fatto che fosse pilotato da un umano. Trovata la gallina dalle uova d’oro, Go Nagai sfornò Gureto Majinga (Il Grande Mazinga), Kotetsu Jeeg (Jeeg robot d’acciaio), Getta Robo (Getta Robot, Jet Robot o Spacerobot) e Ufo Robot Gurendaiza (Atlas Ufo Robot o Goldrake). I relativi anime caratterizzarono l’adolescenza di intere generazioni. Altre opere successive degne di nota furono Baiorensu Jakku (Violence Jack), Kyuti Hani (Cutie Honey), Majoko Chikkuru (Lilli, un guaio tira l’altro) e Susano O. In quegli anni metà degli introiti per Nagai erano rappresentati dalla vendita degli accessori e dei giocattoli tratti dai suoi lavori. Negli ultimi decenni il mangaka giapponese ha riproposto i suoi personaggi più famosi operando un restyling  e dando alla luce dei veri e propri remake. La fama di Nagai è mondiale e anche la sua cittadina natia, Wajima, l’ha omaggiato nel 2009 allestendo un museo  completamente dedicato alle sue opere investendo un milione e mezzo di dollari.