Il 4 aprile 1978 alle ore 18.50, Rete 2 mandò in onda Maria Giovanna Elmi che annunciava un cartone animato diverso da tutti quelli visti fino ad allora. Nessun funzionario RAI immaginava cosa sarebbe accaduto di lì a poco. Non solo i palinsesti vennero rivoluzionati dall’arrivo degli “anime” giapponesi, ma, a seguito della successiva invasione di titoli, nacquero tante emittenti private che ebbero subito grande risposta dal pubblico grazie a questi nuovi prodotti del Sol Levante.

Va da sé l’importanza che ha ATLAS UFO ROBOT ebbe per la cultura italiana ma anche per il mondo dei fumetti il cui mercato iniziò ad essere saturato dai titoli giapponesi. Tutti coloro che oggi leggono i “manga” e guardano gli “anime” devono tutto a questo fantastico lavoro di casa TOEI ANIMATION, il cui autore, Go Nagai, non avrebbe mai pensato che avrebbe avuto così tanto successo in Europa. E pensare che per i giapponesi il Dio-Robot per eccellenza è sempre stato Mazinga Z, e Grendizer (il nome originale), non ebbe poi così tanto successo. Arrivò come terzo capitolo di una trilogia, quella dei Mazinger, ma per gli europei fu un colpo di fulmine, fu la novità, il tornado che investì le menti di tutti i bambini (e non solo) di quel tempo. Le sigle vendettero milioni di dischi e le voci dei protagonisti divennero familiari come quelle dei nostri genitori.

La storia di questo alieno proveniente dal pianeta Fleed ci colpì a tal punto che tutti i bambini di quell’epoca urlarono almeno una volta “Goldrake” a squarcia gola sognando di trasformarsi in lui o di guidare il mitico robot dalle armi straordinarie.

Oggi è il momento di festeggiare i 40 anni da quell’arrivo prorompente che tutti noi ricordiamo con nostalgia e grati per tutti quei valori che ci hanno trasmesso quei carismatici e incredibili personaggi di Go Nagai.

Grazie Maestro, grazie GOLDRAKE!

James Garofalo
Presidente AMICI DI GO NAGAI